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QUARANTENA COVID DA 14 A 10 GIORNI: COME FUNZIONERA’ E COSA SIGNIFICA PER IL MONDO DEL LAVORO

Scritto il 13 Ottobre 2020

Il Governo è al lavoro per un nuovo DPCM con nuove regole, nuove restrizioni, ma anche una nuova durata della quarantena cui sono tenuti a rispettare i soggetti non positivi che hanno avuto contatti con soggetti portatori di Covid-19. In questo articolo lo Studio Tumminelli vi racconta quello che c’è da sapere e che sta alla base delle nuove decisioni presto in arrivo (forse già entro oggi, martedì 13 ottobre 2020).

 

I rumors partono già dal mese di agosto: “riduciamo la quarantena Covid”.

E qualche Paese ha già fatto mosse (azzardate?), come la Francia, che ha ridotto la quarantena per i positivi al coronavirus e i loro contatti non sintomatici, da 14 a 7 giorni.

Ma in Italia le cose saranno differenti: Pierpaolo Silieri, Vice Ministro della Salute e medico, intervistato dal Sole 24 Ore in un articolo pubblicato in data 8 ottobre, precisa che la riduzione dei giorni di quarantena scenderà da 14 a 10 giorni (dunque sempre 4 giorni in più rispetto ai nostri vicini transalpini), ma non per tutti.

La riduzione dei giorni di quarantena sarà infatti valida solo per i non positivi che hanno avuto contatti con soggetti già contagiati dal Covid-19: una quarantena che tiene in isolamento sempre più cittadini, in conseguenza dell’aumento esponenziale di nuovi casi di questi ultimi giorni.

Attenzione però: condizione inderogabile per la riduzione della quarantena da 14 a 10 giorni, è il possesso di un certificato di tampone negativo.

Ma questo cambio di passo è sicuro? Non richiamo di abbassare la guardia?

Ad avviso degli esperti si tratta di una strada assolutamente percorribile; infatti, i mesi passati ci hanno insegnato molte cose su questo nemico invisibile. Tra queste, ad esempio, sappiamo che il periodo di incubazione del virus va da 4 a 6 giorni, ed è proprio per questo che anche il Comitato Tecnico-Scientifico, che affianca il Governo in ogni decisione per contrastare il diffondersi della pandemia, avrebbe già dato il via libera alla “quarantena ridotta” per i non-positivi.

Una notizia sicuramente ottima per il mondo del lavoro.

È infatti pressoché scontato che il numero dei nuovi positivi aumenterà di giorno in giorno con l’avvicinarsi dell’inverno; mantenere la quarantena a 14 giorni per tutte le innumerevoli persone che hanno avuto (e avranno) contatti con positivi, pur risultando essere negative, significherebbe sferrare un colpo dolorosissimo al lavoro, alla produzione ed all’erogazione dei servizi, già estremamente colpiti nel corso di questo 2020.

La decisione ufficiale non è ancora stata presa, ma sembra sia ormai questione di ore. Siamo infatti in attesa del testo del nuovo DPCM, che dovrebbe essere firmato a breve dal Premier Conte, e dunque non resta che attendere la firma, che renderà immediatamente effettiva la riduzione della quarantena.

E se le cose dovessero peggiorare? La domanda è più che lecita.

Il Governo si sarebbe già portato avanti, prevedendo 4 scenari diversi in relazione all’andamento dell’indice Rt (ossia il numero che ogni positivo contagia). Eccoli:

  • Il primo scenario è quello in cui la trasmissione resta bassa (come in estate), dove il sistema sanitario non avrebbe particolari pressioni
  • Il secondo scenario (che sarebbe quello attuale) si ha con ujn indice Rt poco sopra 1, con il virus che si diffonde, ma in modo “gestibile”;
  • Il terzo scenario è quello che si realizzerebbe con un Rt tra 1,25 e 1,5. In questo caso comincerebbero a concretizzarsi “rischi di tenuta” del sistema sanitario, le restrizioni aumenterebbero insieme al grado di allerta, dove non sono da escludersi chiusure tra le regioni (un quadro simile a quanto abbiamo vissuto nel mese di maggio)
  • Il quarto scenario è quello più grave, con un indice Rt sopra 1,5 e con conseguenti criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo.  In questo caso non sono da escludersi nuovi lockdown, e i rischi per il mondo del lavoro sarebbero elevatissimi.

Quindi, che dire? Dobbiamo solo sperare? Assolutamente no.

L’entrata o meno in uno di questi scenari dipenderà solo da noi. Usare la mascherina in modo adeguato (naso e bocca interamente coperti) è un impegno semplice, che se rispettato potrebbe dare benefici importanti.

Ma anche le aziende avranno la possibilità di fare la loro parte. Le raccomandazioni, in particolare, sono sempre le stesse: fare ricorso allo smart working (ove possibile), gestire in modo intelligente gli spazi di lavoro, in modo da garantire il corretto distanziamento interpersonale ed infine far ricorso alla flessibilità dell’orario di lavoro tramite (sempre, nei limiti del possibile) sistemi di turnazione che garantiscano i minori afflussi di lavoratori possibili.

Scongiurare lo scenario 4 è possibile, ma dipenderà tutto da noi.

E dunque: stringiamoci forte (solo virtualmente) e su la mascherina!

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