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Nuova modalità di gestione dell'anf

Scritto il 22 Agosto 2019

Cosa deve fare il lavoratore? 

  • Deve inoltrare la domanda telematica all'Inps direttamente dal sito o tramite patronato, Consulente del Lavoro o Commercialista e attendere l’esito (al lavoratore sarà comunicato dall’Inps solo il rigetto della domanda, se la domanda ha esito positivo sarà il lavoratore a dover controllare dal sito direttamente o tramite patronato il risultato della richiesta).
  • Può informare il datore di lavoro di aver presentato la domanda.
  • Deve informare il datore di lavoro dell'esito positivo della domanda inoltrata dopo aver controllato sul sito Inps (direttamente o tramite patronato) lo stato della propria domanda.

Cosa farà l’Inps?

  •  Riceverà le domande telematiche presentate dai lavoratori direttamente o tramite patronato.
  • Istruirà le domande ricevute facendo i controlli del caso e determinando l’importo di ANF, se spettante.
  • Comunicherà ai lavoratori l’eventuale rigetto della domanda.
  • Renderà disponibile sul proprio sito l’esito positivo della domanda e gli importi teorici di ANF spettanti.

Cosa deve fare l'azienda?

  • Per le domande cartacee ricevute entro il 31 marzo 2019 continua a pagare l’ANF in busta paga fino al mese di giugno 2019, se spettante.
  • Per le domande che i lavoratori abbiano inoltrato telematicamente dal 1° aprile scorso deve attendere che il lavoratore dia informazione in merito all’esito positivo della domanda presentata, per prelevare gli importi da inserire in busta paga o comunicarlo allo studio affinché sia lo stesso a provvedere.

Cosa farà lo studio incaricato? 

  • Continuerà a fornire informazioni sulla normativa riguardante gli ANF, ma NON potrà fornire informazioni sulle singole pratiche presentate telematicamente dai lavoratori all’Inps.
  • Per le domande cartacee complete presentate dai lavoratori all’azienda entro il 31 marzo 2019 e a noi pervenute calcolerà gli importi spettanti fino al 30 giugno 2019 e li inserirà in busta paga.
  • Per le domande telematiche presentate dai lavoratori all’Inps dal 1° aprile 2019:
    • attenderà che le aziende comunichino i nominativi dei lavoratori che hanno fatto presente di aver presentato la domanda e di aver ottenuto esito positivo della stessa;
    • consulterà il sito dell’Inps per prelevare gli importi teorici spettanti ai lavoratori segnalati dalle aziende;
    • inserirà in busta paga gli importi effettivamente spettanti sulla base della situazione lavorativa del mese e gli eventuali arretrati.

Riflessioni

  • Poiché la pratica è gestita direttamente dal lavoratore è fondamentale che gli stessi informino l’azienda di aver presentato la domanda, così che lo studio, a sua volta informato dall’azienda, possa monitorare il sito Inps per avere i dati senza i quali NON è possibile erogare la prestazione.
  • Non avendo informazione sui tempi di lavorazione dell’Inps, suggeriamo una presentazione tempestiva delle domande annuali (ricordiamo che l’annualità va da luglio a giugno dell’anno seguente).
  • Cosa succede se i tempi delle domande si allungano? Nulla di irreparabile. Potrebbe verificarsi il caso in cui gli esiti delle domande telematiche non siano disponibili in tempo utile per inserire gli importi in busta paga in un determinato mese, ma nulla va perso: quanto non erogato in un mese sarà corrisposto in seguito a titolo di arretrati (fino a un periodo massimo di 5 anni).
  • I tempi di verifica delle posizioni dei singoli lavoratori ai fini ANF potrebbero comportare l’allungamento dei tempi di lavorazione delle buste paga, pertanto sarebbe opportuno che le aziende, ove possibile, non attendessero la fine del mese per comunicarci i nominativi dei lavoratori interessati, ma lo facessero in corso di mese, così che tale lavorazione possa essere eseguita in anticipo, anche considerando che per ora le utilità della procedura Inps non sono al massimo delle potenzialità.

 

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